L'addio a Skaldborg. Padre Haldren restituisce lo spadone fiammeggiante e consegna al gruppo pozioni e un sigillo di purezza. Il gruppo salpa con Leifr sul fiordo e dopo quattro ore di navigazione scopre una cala abbandonata dove Hilde e i suoi hanno lasciato tracce fresche, bende insanguinate, cristalli neri sulla chiglia della barca e le prove di una falsificazione di documenti ecclesiastici.

Padre Haldren riceve il gruppo prima della partenza. Le sue ricerche sullo Spadone Fiammeggiante, recuperato nel dungeon sotto il fortilizio, sono giunte a conclusione. La lama non risulta corrotta, non emana segnali di pericolo, e non appartiene alla Chiesa. Haldren la restituisce al gruppo con una raccomandazione, di trattarla con cura. Consegna anche due Pozioni di Guarigione. A Leifr, definendolo fratello nella fede di Liria, offre un Sigillo di Purezza che allontanerà la soglia della tolleranza un passo più in là. Il Cappello di Flizzlebin resta invece in custodia, perché le risonanze che emette non sono rassicuranti e Haldren vuole che qualcuno più esperto di lui ne valuti la natura prima di decidere cosa farne.
Nel frattempo Lagavulin passa dalla bottega di Gudrún Ásgeirsdóttir. Le rivela, senza farne richiesta esplicita in cambio, il coinvolgimento di Jorund Kald nel traffico di reliquie. È un debito costruito senza chiedere, il tipo di debito che si riscuote più avanti, quando serve.
Lo spadone finisce ad Alathor, che lo assicura al fianco. Le pozioni vanno una a lui, l'altra a Hargen.

Al momento di salpare il cielo è pessimo. Leifr conosce quelle acque abbastanza da dire senza esitazione che è pericoloso mettersi in rotta subito, e che entro un'ora il vento dovrebbe girare. Il gruppo aspetta. Quando salpano, il giovane pescatore approfitta delle prime ore per insegnare i rudimenti della navigazione a chi non li conosce, e bestemmia contro chi non impara abbastanza in fretta.
La corrente punta a nord-est. Per due ore le insenature che si aprono lungo il fiordo non offrono nulla di interessante. Poi, quasi quattro ore dopo la partenza, Padre Jerrard nota un filo di fumo sottile levarsi da una caletta nascosta fra le pareti di roccia.

Il gruppo impiega molto tempo a decidere come avvicinarsi, e in quel tempo perde la finestra. Quando finalmente Lagavulin e Alathor si calano dalla parete del fiordo, giù piano per i venti metri di roccia, chi era lì sotto se n'è già andato. Lagavulin scivola al primo tentativo, precipita nell'acqua con un tonfo, riesce solo al secondo tentativo a restare aggrappato. Risalire richiede un'altra ora abbondante.
L'insenatura è un vecchio porto di contrabbandieri abbandonato da anni. Un molo cadente, due capannoni dalle assi marce, casse piene di merce rovinata, matasse di lana collassate nell'umido. Tutto qui è stato lasciato al decoro del tempo, tranne una barca più nuova ormeggiata al pontile. Quella barca il gruppo la riconosce, è quella scomparsa dal molo di Skaldborg la notte dell'incidente. Non c'è nessuno in vista. Il fumo del focolaio è ormai spento.
Fra la sabbia e il legno marcio Brummek legge le impronte. Sono numerose, sovrapposte, tutte dirette a nord verso la vegetazione fitta dell'entroterra. Risalgono a circa due ore prima. Dentro il capannone più grande, i resti di un accampamento frettoloso, giacigli abbandonati, bende insanguinate accanto alle ceneri tiepide del fuoco. Il sangue è umano. Qualcuno si era medicato le ferite e si era riposato prima di andarsene in fretta. Su una pedana rialzata Hargen trova segni di frecce piantate nel legno, posto da cui qualcuno, probabilmente Svala, sorvegliava il molo dall'alto.

È sulla chiglia della barca che il gruppo trova qualcosa che non dovrebbe esserci. Brummek lo riconosce per primo, piccoli cristalli neri incastonati nelle venature del legno, come se fossero cresciuti lì dentro o la barca fosse stata costruita attorno a loro. Assorbono la luce invece di rifletterla.
Il gruppo discute a lungo se distruggerli o meno. Alla fine Padre Jerrard invoca la Fiamma Sacra e la dirige sulla chiglia. Al contatto con i cristalli le fiamme diventano verdi, si alzano più di quanto dovrebbero, e dall'aria sale un odore acre di zolfo e putredine. Prima che l'ultimo cristallo venga bruciato via, Brummek ne raccoglie furtivamente una manciata in un sacchettino.
La barca è purificata. È anche distrutta. Le fiamme sacre la consumano fino alla linea di galleggiamento e quella affonda nel metro d'acqua sotto il molo. Lagavulin storce il naso, quella barca poteva ancora servire.
L'ultimo indizio sta nel capannone principale. Sul banco da lavoro, una stecca di ceralacca usata di recente, un timbro, una goccia di cera ancora appena umida sul pavimento. In un angolo, appallottolata, una pergamena, la brutta copia di un lasciapassare ecclesiastico per la detenzione e il trasporto di reliquie. Qualcuno stava falsificando documenti della Chiesa. Poi è partito in fretta, lasciando dietro di sé le prove.
Il gruppo manda Leifr indietro a Skaldborg con la barca di Ragna, ad avvisare il capitano Skjold di quello che hanno trovato. Gli altri si preparano a inseguire a piedi, verso nord, dove le impronte si perdono nella boscaglia.
Siete a piedi. Le tracce portano a nord. Il fuoco era ancora caldo quando siete arrivati.