Skaldborg accoglie il gruppo. Facce nuove, nomi da ricordare e il peso di tutto quello che si porta dentro e addosso. Secondo livello raggiunto.

Il gruppo entra a Skaldborg per la prima volta come qualcosa di più di semplici passanti. Porta con sé la moglie di Bert — viva, ferita nell'animo più che nel corpo — e un sacco di oggetti che nessuno vorrebbe avere tra le mani. Padre Haldren accetta tutto senza fare troppe domande. Lo spadone, il mazzafrusto, l'elmo cremisi, la mano cadaverica, le due bacchette, il cappello di Flizzlebin. Li prende in custodia. La Chiesa se ne occuperà. Bert è morto — trovato cadavere lungo la strada. Sua moglie è viva. Per ora basta.

Skaldborg è piccola, dura, diffidente con i forestieri — ma non cieca. Il gruppo inizia a conoscere le facce del posto: il Capitano Ragna Skjold, che tiene in piedi quel poco di ordine che c'è; il Magistro Sarn, mago di corte che osserva più di quanto parli; Mikkel Ravn all'emporio, che vende l'essenziale e tiene nota di tutto; Alfhild «la Corva» al Corvo Ubriaco, che sa sempre più di quanto dica. Sigrid viene affidata a Sigrid Natt, la guaritrice mezzalfa del villaggio — la chiamano semplicemente Natt. Le porte si aprono da sole al suo passaggio. La segue ovunque la giovane Tove Haldorsdóttir, quattordici anni, silenziosa e attenta come uno specchio. Quello che hanno attraversato ha lasciato il segno. Il gruppo raggiunge il secondo livello.
Siete a Skaldborg. Il dungeon è alle spalle. Ma il Nord è ancora davanti a voi — e il Nord non aspetta.