Sigrid apprende la verità sui figli. Il gruppo consegna le teste al fortilizio, conosce i funzionari di Skaldborg e affida il denaro a Gudrún per Sigrid.
Siete tornati a Skaldborg con i goblin abbattuti e le loro teste — prova sufficiente per la taglia. I figli di Bert e Sigrid sono morti, uccisi e parzialmente divorati. Sigrid non lo sa ancora. Non è il momento. Prima vanno sistemati gli affari in sospeso: le teste al fortilizio, i conti da regolare, la città da capire un po' meglio.

Prima tappa: Sigrid Natt. La guaritrice mezzalfa apre la porta come sempre — senza che nessuno bussi. Tove Haldorsdóttir è lì, quattordici anni, con quegli occhi che registrano tutto. Sigrid, moglie di Bert, è ancora sotto shock. Chiede dei figli.
È Alathor a risponderle. Glielo dice. I figli sono morti — uccisi dai goblin alla fattoria. Sigrid si dispera. Non è un pianto che si lasci consolare facilmente. Sigrid Natt fa quello che può: resta vicina, in silenzio. Tove non si muove. Il gruppo si fa da parte.

Al fortilizio il gruppo incontra Harun Veld, l'elfo di Eldoris che tiene le mappe del territorio. Le sue carte disegnano il Nord con la precisione di chi non c'è mai stato, ma sa ascoltare chi ci è tornato. Parla di quello che c'è a nord oltre il fiordo — rovine, tracce, strade che su certi mappali non hanno nome. Quello che la comunità non riesce a nominare, lui lo trasforma in linee.
Ser Edric Vael gestisce il lato ufficiale: rappresentante di Lord Draefen, volto civile dell'avamposto. Caserma, archivio, sigillo di ceralacca. Cortese quanto basta, distante quanto serve. La vera arma è il mazzo di chiavi che porta alla cintura.

È Orm Eysteinsson a ricevere le teste: scriba, archivista, cassiere del fortilizio. Conta, verifica, annota. Il pagamento è puntuale e preciso — nessuna parola di più, nessuna di meno.
Il gruppo porta il denaro da Gudrún Ásgeirsdóttir, la persona più anziana del villaggio. La memoria vivente di Skaldborg — ricorda debiti, favori e torti di generazioni. Le spiegano la situazione: il denaro è per Sigrid, quando sarà pronta a riceverlo, quando non sarà più sotto shock per quello che ha perso. Gudrún annuisce. Custodisce senza fare promesse che non può mantenere.
Il denaro è al sicuro. Skaldborg è tranquilla. Ma al molo, nella notte, qualcosa si muove.